Dolci

Aziende
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    dolci
    • 19 MARZOTurtei ad San Giusep
    • 19 MARZOFarso
    • 19 MARZOSprelle
    • 19 MARZOChiacchiere di suora
    • 13 gennaioScarpette di S. Ilario
    • 25 dicembreBurjen
    • 15 agostoZalepan
    • 19 MARZOIntrigoni
    • 25 dicembreBiscione Reggiano
    • 19 MARZOFrappe
    • 19 MARZOSfrappole
    • 25 dicembreCertosino o panspeziale
    • 25 dicembreTorta degli addobbi
    • 25 dicembrePinza Bolognese
    • 25 dicembrePanone
    • 19 MARZOCròstoli
    • 25 dicembrePampepato
    • PasquaBrazadèla
    • OgnissantiTopino
    • 19 MARZOTortelli di San Lazzaro
    • 25 novembreCaterine
    • 1 novembreMigliaccio o Burlèngh
    • CarnevaleSabadoni
    • 24 giugnoFischietto di San Giovanni

    EMILIA ROMAGNA – FILIERA DEI DOLCI

     

    In Emilia Romagna la preparazione dei dolci da sempre è sinonimo di festa e rito collettivo: i dolci erano esclusivamente destinati al consumo durante particolari ricorrenze, che spesso coincidevano con le festività religiose.

    Il miele fin dalla preistoria era considerato come il sapore dolce per eccellenza, oltre che a essere utilizzato come conservante.

    L’ingrediente principe oggi utilizzato nella maggior parte delle ricette, lo zucchero, era un tempo solo appannaggio dei ricchi. Il suo alto costo era dovuto alla ancora limitata diffusione della coltivazione della canna da zucchero.

    Il dolcificante più diffuso, invece, soprattutto in Emilia Romagna e in aree limitrofe era la saba, un composto ottenuto dalla cottura del mosto di uva.

    Nel viaggiare lungo il Po e percorrendo l’intera regione, ci si trova di fronte a un’amplissima varietà di preparazioni dal sapore dolce, la cui origine si perde molto indietro nel tempo.

    Nell’area parmigiana si incontrano i tortelli dolci di San Giuseppe, preparati in occasione della festa del santo, ripieni con castagne, amaretti, marmellate o mostarda e cotti al forno oppure fritti. Proseguendo verso Reggio Emilia, si incontra il Biscione reggiano, un dolce natalizio a forma di serpente, composto da mandorle e canditi, e ricoperto di meringa.

    A Bologna appare il primo dolce dal forte sapore medievale: il Certosino o Panspeziale, composto di mandorle, pinoli, cioccolato, canditi e miele.

    Anche a Ferrara la tradizione natalizia si avvicina al gusto antico della corte degli Estensi con il Panpepato, un dolce preparato con mandorle, nocciole, pinoli, pepe, cannella, noce moscata, canditi e uva passa, miele e mosto cotto.

    Della stessa epoca di provenienza è anche la Spongata, la cui ricetta segue varie declinazioni tra la provincia di Parma e di Reggio Emilia, costituita da un involucro di pasta frolla contenente frutta secca, miele, uvetta e mostarda.

    Di periodo carnevalesco è invece il Migliaccio di Forlì, budino ottenuto dalla cottura del sangue di maiale e arricchito di zucchero, mandorle, canditi e cioccolato.

    Sempre di questo periodo di grande festa antecedente alla Quaresima, sono le Chiacchiere di suora parmigiane, sfoglie di pasta fritta nello strutto e ricoperte di zucchero a velo. Queste si declinano nei Cròstoli a Ferrara, nei Fiocchetti a Rimini, negli Intrigoni a Reggio Emilia, nelle Frappe a Modena, nei Rosoni in Romagna, nelle Sfrappole a Bologna e nelle Sprelle a Piacenza.